LA CHIESA DI DIO

di Giancarlo Rosati


Nel mondo in cui viviamo, sempre più piccolo e globalizzato, dove le informazioni corrono velocissime su moderni sistemi di comunicazione, abbiamo ormai scoperto una infinità di espressioni religiose che si manifestano attraverso associazioni di uomini più o meno numerose e talvolta organizzate con rigide strutture gerarchiche. Anche il mondo cristiano risulta frammentato in tantissime denominazioni nonostante in una delle più appassionate preghiere Gesù, fondatore della sua chiesa, chiede al  Padre una unità non finta per tutti i suoi seguaci.

Esistono oggi tantissime chiese, ognuna delle quali ritiene di essere l’unica vera chiesa voluta da Gesù. Ognuna di queste si considera detentrice della verità e annuncia una salvezza per tutti gli uomini la cui condizione principale non è l’ubbidienza agli insegnamenti di Gesù, ma piuttosto l’appartenenza a quella chiesa. L’appartenenza è un concetto estremamente delicato e che riguarda tutti noi. Noi uomini abbiamo bisogno di appartenere, che sia una società, una famiglia, un gruppo di amici o altre forme associative questo bisogno emerge sempre. E’ proprio su questo bisogno che, purtroppo, molti uomini astuti hanno da sempre sfruttato altri uomini e, attraverso false dottrine, hanno creato un vero e proprio business camuffato da opere religiose, inducendo molti uomini a diventare schiavi di false e artificiose dottrine e, cosa, ancor più grave, illudendoli di stare facendo qualcosa voluta da Dio. Questo scenario, purtroppo, accresce lo stato di confusione in cui ci troviamo.

Di fronte a tanta incertezza tornare a riscoprire il significato delle parole può certamente agevolare una maggiore chiarezza di idee. La parola chiesa deriva dal greco ekklesìa che significa assemblea, gruppo. Chiesa di Dio, di Cristo vuole, pertanto, significare assemblea dei chiamati da Dio, da Cristo, chiamati ad esser santi (Romani 1,6-7).

Notiamo che la chiesa (assemblea) è di Dio non per un titolo che lei stessa si dà, ma per il rispetto e l’ubbidienza agli insegnamenti che Dio le ha dato per mezzo di Gesù Cristo. Quando questa ubbidienza, non forzata ma amorevole, non si manifesta la chiesa non è più di Dio, di Cristo, ma degli uomini. Sono, pertanto, le opere che qualificano una comunità e non certamente quello che essa stessa afferma di sè e questo anche quando viene ostentata una appartenenza a Dio. Alla chiesa di Sardi il Signore Dio dice “Io conosco le tue opere, tu hai nome di vivere e sei morto” (Apocalisse 3,1). Soffermiamoci a riflettere su queste parole!

Alcune chiese ritengono che il grande numero dei propri seguaci, la propria lunga tradizione, il valore ed il riconoscimento sociale, l’elevata visibilità sui mezzi di comunicazione siano validi motivi per ritenersi l’unica vera chiesa in comunione con Dio. Sembra quasi che la religione sia diventata una gara di risiko dove ognuno è sempre pronto a porre una bandierina la dove ha conquistato una anima, una mente e persino un territorio o una città. E mentre noi corriamo inutilmente Gesù ancora oggi si domanda e ci domanda: ‘Ma quando il Figliol dell’uomo tornerà troverà la fede sulla terra?’

Perché non tornare invece a leggere il Vangelo di Gesù con premura, tutti i giorni, e con particolare attenzione al modo in cui Gesù è vissuto, per vedere come stanno veramente le cose. L’attento lettore noterà che la logica umana secondo la quale se una determinata tesi viene sostenuta da molti vuol dire che è vera, è una formula che Dio non utilizza mai. La Verità è sempre la Parola di Dio anche quando a sostenerla sia stato un solo Uomo contro tutti, arrivando a sacrificare la propria vita di poco più che trentenne per amore di questa Parola.

Lo schema dottrinale utilizzato dalle variegate chiese di questo mondo è sempre lo stesso e recita così: “Qui nella nostra chiesa dimora tutta la verità, la pienezza e lo spirito di Dio, fuori no!”. Fuori c’è l’errore, il peccato ed il peccatore. Queste chiese dimenticano di essere anche loro comunità di uomini erranti, malati e bisognosi di salvezza. E’ proprio questa mancanza di umiltà, visibile anche nei loro comportamenti, che fa emergere l’assenza di Dio nella loro assemblea.

Come è possibile etichettare gli altri uomini di fuori, attribuirgli il male senza averne la minima conoscenza del loro cuore e di tutta la loro esistenza? Come si può dimenticare che Gesù è andato a incontrare proprio le persone etichettate, emarginate, escluse da ogni forma di associazione, condannate dalla società e che proprio con queste persone ha ottenuto i risultati migliori? Chi opera in questa maniera calpesta l’immagine degli altri che è fatta a somiglianza di Dio e dimostra di essere soltanto un giudice dai pensieri malvagi. (Giacomo 2,1-4).

Fra tutte le chiese che si annunciano in questo mondo la Chiesa di Dio sfugge al controllo ed alla conoscenza degli uomini perché è di Dio e soltanto Lui la controlla e la conosce. Questa Chiesa è come il vento, ne puoi avvertire la presenza ma non sai né da dove viene né dove va (Giovanni 3,8).

E’ la Chiesa dei poveri in spirito, dei compassionevoli, dei mansueti, degli affamati ed assetati della giustizia, dei misericordiosi, dei puri di cuore, di quelli che si adoperano alla pace, dei perseguitati senza motivo (Mt 5,3-12).

E’ la Chiesa di quelle genti che adempiono per natura le cose della legge di Dio perché quel che la legge comanda è scritto nei loro cuori (Romani 2, 14-15).

E’ la Chiesa di tutti i bambini del mondo (Luca 18,16).

In questa Chiesa non incontriamo mai i giusti, ma tutti coloro che sanno di essere peccatori e bisognosi di perdono (Luca 18,13); Non ci sono coloro che fanno del bene per esserne contraccambiati, ma quelli che lo fanno a coloro che non hanno nulla (Luca 14,13-14). Non fanno parte di questa Chiesa coloro che, vedendo uno sventurato per strada, lo ignorano e passano oltre a fare gli affari propri, ma coloro che si fermano a soccorrerlo (Luca 10,34).

Per questi uomini e queste donne, che sanno di essere forestieri e pellegrini sulla terra e che desiderano una Patria Celeste (Ebrei 11, 13-14), Gesù ha dato se stesso per presentarli davanti a Dio come un popolo nuovo rivestito di una nuova dignità (I Pietro 2,9-10).

A questa Chiesa Dio ha donato un nome nuovo scritto su una pietra preziosa che nessuno conosce se non colei che lo ha ricevuto (Apocalisse 2,17).

Possono gli uomini riuscire a conoscere questo nome? Possono riuscire a catturare il vento, a sapere da dove viene e dove va? Possono conoscere in profondità il cuore e i destini di questi uomini e di queste donne? Non è possibile farlo, ma la strada per la felicità eterna è sapere che le nostre vite appartengono a Dio e che nessuno potrà rapirle dalla sua mano (Giovanni 10,29).